Ghost | Imago Vana

[ENG] Humberstone and Santa Laura are two ghost cities in northern Chile, Pozo Almonte District, Region of Tarapacá, in the Atacama desert. From 1872 until 1960, here the saltpetre was extracted, a mineral used for different purposes, among which for the production of fertilizers. After the Great Depression in 1929 and after that two German scientists, Fritz Haber and Carl Bosch, developed a chemical synthesis of that mineral (ammonia) these cities were slowly abandoned. The economic reasons prevailed and extracting this mineral was not anymore convenient. So, all the people disappeared becoming ghosts and all the stories became lost memories that just the ruins tell. Starting from these considerations, this series investigates the border between the individual and the society, that narrow line between exploitation and opportunities, between the mechanisms of forced affiliation and freedom. The human being comes into the world in a society without the right to choose if belonging to it or not. The society is a huge machine, like that one used for the extraction, no longer solid, with lots of holes in the structures. People are numbers. People lose their identity trying the climb on these unstable structures to reach the top. Men lose their needs following new tendencies, new modes. Following stereotypes, men become ghosts in the hands of society. Men lose their own identity and their roots in the homologation of fake uniqueness. The choice of belonging is reiterated by a mechanism of induced observance. Does a way to escape exist? Is the escape real or is it part of the control process? The description of the society in the books of G. Orwell and R. Bradbury is the starting point for this kind of analysis based on the contrast/relationship between society and individual. Anonymous and without face, persons underline their absence, in the decorated space for a happy imprisonment. Therefore, white is the colour in which everything is confused and at the same time in which everything is defined. Like the reality we can perceive.

[ITA] Humberstone e Santa Laura sono due città fantasma nel nord del Cile, nel distretto di Pozo Almonte, nella regione di Tarapacá, nel deserto dell’Atacama. Dal 1872 e fino al 1960, in questi luoghi veniva estratto il salnitro, un minerale usato con diverse finalità, tra le quali la produzione di fertilizzanti. Dopo la grande depressione del 1929 e dopo che due scienziati tedeschi, Fritz Haber e Carl Bosch, hanno sviluppato la sintesi chimica del minerale (ammoniaca) le città sono state lentamente abbandonate. Le ragioni economiche hanno prevalso e l’estrazione del minerale non era più conveniente. Così, le persone sono scomparse diventando fantasmi e tutte le storie sono diventate memorie perdute che solo le rovine raccontano. Partendo da queste considerazioni, la serie si pone l’obiettivo di indagare il confine tra la società e l’individuo, quella sottile linea tra sfruttamento e opportunità, tra meccanismi di forzata appartenenza e libertà. L’essere umano viene al mondo in una società, senza il diritto di scegliere se appartenervi oppure no. La società è come un’enorme macchina, alla stregua di quelle usate per l’estrazione del salnitro, ormai non più solida, con evidenti lacerazioni nel suo tessuto. Le persone sono numeri. Perdono identità, tentando costantemente di arrampicarsi tra le sue labili strutture, per arrivare in cima. Cercando di adattarsi alle nuove tendenze, esigenze e mode, l’uomo perde di vista le proprie necessità. Inseguendo stereotipi, diventa esso stesso un fantasma nelle mani della società. Perde la propria identità e le sue radici nell’omologazione di una falsa unicità. La scelta dell’appartenenza si reitera quindi con un meccanismo di osservanza indotto. Esiste una via di fuga? La via di fuga è dunque reale? O è essa stessa parte del processo di controllo? La descrizione della società nei libri di G. Orwell e R. Bradbury è il punto di partenza per questo tipo di analisi basato sul contrasto/relazione tra società e individuo. Anonime e senza volto, le persone rimarcano la loro assenza, nello spazio decorato per una felice prigionia. Perciò, il bianco è il colore in cui tutto si confonde e allo stesso tempo in cui tutto si definisce. Come la realtà che riusciamo a percepire.

 

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Mental Labyrinths | Obsessions

 

 

[ENG] Mental Labyrinth is a journey through the obsession of the mind. In the mental space, the individual is in a hypnotic and infinite labyrinth, full of rooms, in which the exit is beyond the obsessions. The rooms represent the mental state where our deeper fears, hide wishes and paranoia are. These last ones generate an obsessive state conditioning the social relations. The rooms are dark, made of shadows where the light draws cryptic projection of repressed feelings. To explore these rooms means to take consciousness of the current emotional state, to look for the problem and to fight against that destructive side, which leads to resignation. In a certain way, it’s like an archaeological excavation in the forget deepness of the mind to look for ancient enigmas in contrast with the reality of the daily life. Like in the myth of the cavern of Plato, fight the obsession is a process of awareness in which the individual becomes conscious of his mental slavery. It’s just in the journey of hero that one can earn the exit from mental labyrinths, fighting against itself, against the dark and destructive side, and against the social conventions, which are prolific generators of intrusive obsessions. Therefore, Mental Labyrinths is to look for an escape, trough complicated images difficult to decompose in easy elements to the understanding, like the obsessions. The analytics eye is always looking for an escape. A solution. The mind elaborates the images changing them in understandable shapes. Are these images comfortable? Or there are some internal impulses that lead us find a key to understand? One can get habit to the obsessions or choose if to understand them and to fight against them.

[ITA] Labirinti mentali è un viaggio attraverso le ossessioni della mente. Nello spazio mentale, l’individuo si ritrova in un labirinto ipnotico e infinito, pieno di stanze, in cui la via d’uscita si trova oltre le ossessioni. Le stanze rappresentano quegli stati mentali dove risiedono le nostre paure più profonde, i nostri desideri reconditi, le nostre paranoie che generano stati ossessivi che condizionano le relazioni con il mondo sociale. Le stanze sono spazi bui, scuri, fatti di ombre dove la luce disegna proiezioni criptate di sentimenti repressi. Esplorare queste stanze significa prendere coscienza dello stato emotivo presente, andare alla ricerca del problema e lottare contro quella parte distruttiva che porta alla rassegnazione. E’ uno scavo archeologico nelle profondità dimenticate della mente alla ricerca degli enigmi atavici che si scontrano con la realtà della vita quotidiana. Come nel mito della caverna di Platone, la lotta alle ossessioni è un processo di consapevolizzazione in cui l’individuo prende coscienza del suo stato di schiavitù mentale. È solo nel percorso dell’ eroe che egli guadagna l’ uscita dai suoi labirinti mentali lottando contro se stesso, contro il suo lato distruttivo e inconscio, e contro le convenzioni sociali, prolifiche generatrici di ossessioni intrusive. Così i labirinti mentali sono una ricerca di questa via di fuga, attraverso immagini complesse e difficili da scomporre in elementi semplici per la nostra comprensione, proprio come le ossessioni. L’occhio analitico è perennemente alla ricerca della via di fuga. Della soluzione. E la mente elaborerà le immagini trasformandole in forme consone alla comprensione. Sono immagini confortevoli? O si manifesta un impulso interno che ci porta alla ricerca di una chiave per la comprensione? Alle ossessioni ci si può abituare oppure si può scegliere se comprenderle e combatterle.

 

Biography

[ENG]

1981 – Enrico Carnuccio borns in Turin the 2nd March, IT

1986 – First pic with the camera of the father, a Yashica FX-103 Program, IT

1998 – Degree in music theory by Conservatorio G.Verdi, Turin, IT

2010 – Soundscape researcher by the Technical University of Lisbon, PT

2014 – Awarded in the second edition of the Turin Photo Marathon and collettive exposition, IT

2016 – Collective exhibitions in Leipzig, Karlsruhe, and Gerolsheim, D

2017 – Masterclass in Visual Story Telling in New Media, by Camera, Italian Center of Photography in Turin, in collaboration with ICP, the International Center of Photography of New York, IT

2017 – Curated space NoPhoto @ Paratissima XIII, art fair in Turin, IT

 

[ITA]

1981 – Enrico Carnuccio nasce a Torino il 2 marzo, IT

1986 – Prima fotografia con la reflex del padre, una Yashica FX-103 Program, IT

1998 – Diploma al Conservatorio G.Verdi di Torino in Teoria e Solfeggio, IT

2010 – Ricercatore presso l’Università Tecnica di Lisbona in Soundscape, PT

2014 – Menzione speciale nella seconda edizione della Torino Photo Marathon  e  mostra collettiva, IT

2016 – Espone in varie mostre collettive a Lipsia, Karlsruhe e Gerolsheim, D

2017 – Masterclass in Visual Story Telling in New Media presso Camera, Centro Italiano per la fotografia, Torino, in collaborazione con ICP, International Centre of Photogrphy di New York, IT

2017 – Spazio curato NoPhoto @ Paratissima XIII, fiera d’arte a Torino, IT

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